I narratori di Esperia presentano

Le due sorelle

- Un articolo di Benedetta Carachino -

L’autunno, la pioggia, il freddo…provate a chiudere gli occhi e ad immaginarvi in una spiaggia deserta color argento, con il sole che vi scalda la pelle ed una vista mozzafiato. Bene, ora siete a Torre dell’Orso, una delle località balneari salentine più frequentata nei mesi estivi, in provincia di Lecce.

Oltre al mare cristallino e alla pulizia della spiaggia, è impossibile non notare due bellissimi faraglioni che si stanziano a pochi metri dall’insenatura di Torre dell’Orso, i quali sono diventati la principale attrazione del posto.
Si narra che, in un tempo molto lontano, questi due scogli fossero, in realtà, due sorelle.

“Sono stufa di questo caldo pungente, di questa campagna, di tutto!”
“Avanti, non lamentarti, lavora! Lo sai bene che, se ci vede nostro padre, sono guai!”
“Sei la solita perfettina…io me ne vado al mare!”

Illustrazione di Agnese Pernice

Senza troppe esitazioni, le due sorelle scapparono via dalla campagna, sognando un tuffo rinfrescante. Una volta arrivate in cima alla scogliera, attirate dalla fresca brezza e dal profumo del mare, le ragazze furono quasi stregate, come se le onde avessero scatenato un incantesimo al quale era impossibile resistere.

“Sento il richiamo del mare, sorellona!”
“Non riesco a staccare gli occhi dall’acqua cristallina…”

In una specie di estasi, fu la sorella più piccola a tuffarsi per prima. Ma la gioia e l’eccitazione si trasformarono subito in paura. La ragazza non sapeva nuotare e tentava invano di rimanere a galla, chiedendo aiuto con tutte le sue forze. La sorella non esitò un attimo e si tuffò, con le lacrime agli occhi ed i pensieri sempre più oscuri.
Le grida delle giovani donne attirarono l’attenzione di un pescatore che, una volta recatosi sul posto, vide due bellissimi faraglioni in mare, uniti quasi come un abbraccio tra sorelle e non presenti il giorno prima. L’uomo decise così di onorare la memorie delle ragazze chiamando la scultura marina “Le Due Sorelle”.

Gli abitanti del posto utilizzano questa leggenda come metafore del turista che, dopo aver visto per la prima volta l’insenatura di Torre dell’Orso, ne rimane stregato per la sua bellezza.

Illustrazione di Agnese Pernice

Meet Benedetta!

Il profumo del mare, i colori della campagna, i suoni dei tamburelli ed i racconti del mio Salento li conservo nel cuore e nella mente. Sono pronta a farveli scoprire!