I narratori di Esperia presentano

La leggenda della merla

- Un articolo di Laura Benedetti -

Sono la merla. Sono un uccello tutto nero, dalla testa alle zampe.

Ma, sai, non sono sempre stata così: un tempo ero più chiara.

Poi, arrivò quel Gennaio presuntuoso. Era freddo e prepotente: si divertiva a ghiacciare tutto ciò che trovava. Noi animali facevamo molta fatica a sopravvivere. Non trovavamo mai niente da mangiare perché la neve sommergeva ogni cosa e il gelo era insopportabile.

Questo Gennaio di tanto, tanto tempo fa, si divertiva tanto a far danni da non voler smettere mai e, alla fine dei suoi giorni, chiese a febbraio di dargli un paio dei suoi (ecco perché febbraio è tanto breve).

Io non sapevo proprio più come fare: gennaio era diventato più forte e potente che mai. Avevo freddo e i miei piccoli non sarebbero sopravvissuti a lungo se non avessi trovato subito una soluzione.

Fu così che decisi di trasportare il nido dall’albero spoglio che avevo scelto fino al comignolo della casa più vicina. Sì vede che anche quegli umani avevano un gran freddo perché tenevano sempre il camino acceso e noi, da lì, ci godevamo tutto il calore che saliva verso il cielo grigio.

Rimanemmo lì finché Gennaio non decise finalmente di andarsene.

Fu allora che mi resi conto di aver cambiato colore: ero diventata tutta nera. E non è che io non mi sia mai lavata, sia chiaro.

È che proprio il nero non se ne vuole andare.

Beh vi dirò: in fondo non è che mi dispiaccia poi tanto. In fondo è ciò che mi rende speciale.

Ora sono famosa per il mio colore e nei giorni più freddi dell’anno, se guardi i campi bianchi di neve o di brina, non farai fatica a riconoscermi: una macchiolina nera e arzilla in un candido mattino silenzioso.

Meet Laura!

Voglio che la cultura sia alla portata di tutti. Per questo ho deciso di raccontarla, ma in modo un po' diverso dal solito.