I narratori di Esperia presentano

Saturnia e le sue terme:

quando storia e natura SI INCONTRANO

- Un articolo di Andrea Bellomi -

A pochi chilometri dal Lazio ma ancora nel mezzo della Maremma grossetana, qui, arroccata tra le cinta murarie di Manciano, e il corso del fiume Albegna, sorge Saturnia: un piccolo borgo sperso tra le colline appennine del centro Italia che, come tutti i paesi dell’entroterra toscano, porta con sé una piccola ma grande storia.

I primi ritrovamenti, infatti, risalgono all’età del bronzo, quando la località era già un piccolo insediamento etrusco che, con i secoli, passando per i domini dei Goti e dei Longobardi, arrivò a far parte dei possedimenti dei conti Aldobrandeschi, terminando in seguito nelle mani anche della nobile famiglia fiorentina dei Medici.

Terre, quelle di Saturnia, che grazie al passaggio di vari popoli e ricche signorie, vantano molti reperti ed edifici storici, che oltre ad essere sparsi per il borgo, come le cinta murarie romane o la rocca aldobrandesca, sono anche e in particolar modo raccolte nel Museo Archeologico di Saturnia, situato nel centro del paese ed inserito nella rete museale provinciale “Musei di Maremma”. Un museo, quello saturnino, colmo di reperti che, assieme appunto all’urbanistica storica, permette di visitare il borgo vivendo una completa immersione nelle epoche passate, rendendo uno dei principali motivi di interesse verso la località, proprio il turismo archeologico.Una rilevante attrattiva sicuramente, ma non la più importante.

Con questa allusione ci riferiamo per l’appunto a quella che è a tutti gli effetti la risorsa principale di Saturnia: il turismo termale. Infatti, presso questa piccola frazione sotto il comune di Manciano, sono situate la famose Terme di Saturnia.
Una fonte termale, questa, già conosciuta nell’antichità, attorno alla quale, di fatto, sorse un sito eletto a luogo di villeggiatura sin dall’epoca etrusco-romana. Una struttura rinomata fu quella che prese vita, e che riuscì fin da subito a porsi come snodo cruciale sia per i viaggiatori che percorrevano la via Clodia, sia per i patrizi romani in cerca di un riposo salutare. E proprio l’importanza assunta da questa sorgente già nelle epoche passate ci suggerisce che le proprietà benefiche e terapeutiche di queste acque, probabilmente, si conoscevano già dall’antichità:  poteri rigeneranti in grado di donare relax e benessere al solo immergervisi.

Tutto ciò, da un punto di vista più geologico, avviene grazie al percorso sotterraneo dell’acqua sorgiva che si mineralizza e, scaricando l’anidride carbonica sulle marne e travertini che compongono il sottosuolo, libera zolfo, calcio, solfati e magnesio, che, uniti alle vitamine e ai gas assorbiti primi di risalire in superficie, hanno sull’organismo un effetto antinfiammatorio, favorendo la digestione, amplificando gli atti respiratori ed esfoliando e detergendo la pelle.

Stiamo parlando quindi nel complesso di una sorgente termale solfurea incontaminata, che sgorga alla temperatura costante di 37.5°, e che, generando un flusso d’acqua di quasi 800 litri al secondo, consente sia alla piscina d’origine che alle piscine termali ad essa adiacenti, un ricambio completo ogni 4 ore per 6 volte al giorno. Ed è proprio questo processo che, di fatto, ha suggerito la recente realizzazione di una struttura termale all’avanguardia attorno al bacino sorgivo principale, completa di SPA, Golf Resort e Golf Club.

Ma questo complesso non è l’unico a beneficiare delle rigenerative acque solfuree,. Difatti, anche le Cascate del Mulino che si trovano più avanti e più in basso rispetto al parco termale sopracitato, vengono alimentate dalla stessa sorgente con una temperatura leggermente inferiore (37°). Le Cascate del Mulino, nello specifico, sono spesso confuse con il complesso termale con marchio registrato “Terme di Saturnia” citato poc’anzi ma sono situate a poco meno di 1 chilometro e mezzo di distanza da quest’ultimo e, a differenza della struttura-resort, sono completamente gratuite. Una caratteristica che ne alimenta l’appetibilità, rendendola ancor più una vera e propria attrazione su scala nazionale, resa ancor più famosa dalla spettacolarità della location: il corso d’acqua scende infatti a cascata su una struttura con vasche a gradoni e colloca la sorgente tra le più belle d’Italia.

Un così intrigante e magico sito, disperso nell’entroterra toscano, nel mezzo di un pianoro sulle colline appennine, in
grado di unire in sé storia, proprietà terapeutiche e leggende… ma questa.. questa è un’altra storia.

Meet Andrea!

Comunicatore di formazione ed esperto di storytelling. Amante della cultura e delle bellezze d'Italia.